IT061: Capire la finzione sull’inflazione dei prezzi, molto pericolosa per la vostra salute finanziaria

In questa puntata con Francesco Tedeschi parliamo della propaganda sulla presunta bassa inflazione (inflazione intesa come aumento dei prezzi) che le banche centrali stanno cercando di stimolare con la scusa di generare crescita economica. Vedremo come la misurazione del potere di acquisto del denaro sia un tentativo largamente arbitrario, vano e pericoloso, e come dietro la  chimera della stabilità dei prezzi si realizzi di fatto una confisca di redditi e risparmi e una redistribuzione degli stessi.

L’ospite della puntata

Francesco Tedeschi 40 anni, si occupa di consulenza di marketing e gestione aziendale. Collabora con una società di consulenza per chi vuole investire in tecnologie legate alle criptovalute. Nel tempo libero si dedica alla divulgazione su argomenti economici.

Link e risorse

Cos’è l’inflazione? E’ vero che è troppo bassa?, di Francesco Tedeschi pubblicato il 14/2/2017 su Urban Post

Istat report sui prezzi al consumo del luglio 2017, link al pdf

Austrian Monetary Theory vs. Federal Reserve Inflation Targeting, di Richard M Ebeling, pubblicato sul Mises Institute il 2 agosto 2017

The many failures of CPI, Mark Thornton, articolo pubblicato il 29/4/15 sul Mises Institute

The Errors and Dangers of the Price Stability Policy The Errors and Dangers of the Price Stability, articolo di Policy Pater Tenebrarum, pubblicato il 22 febbraio 2011 sul blog Acting Man

Inflation Is Not About Price Increases, di Frank Shostak, pubblicato il 6/12/16 sul Mises Institute

Inflation: It’s a Wealth Redistribution Scheme, di Russell Lamberti, pubblicato il 18/8/2016 sul Mises Institute,

 

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1 comment on “IT061: Capire la finzione sull’inflazione dei prezzi, molto pericolosa per la vostra salute finanziaria

  1. Domenico Battaglia ha detto:

    C’è un altra questione interessante a mio parere su come l’inflazione viene celata, specie sul contributo dato dai beni alimentari ovvero la perdita di qualità di quest’ultimi.
    Faccio un esempio, io non credo che i biscotti per fare un esempio l’ISTAT faccia una distinzione tra quelli fatti con burro (migliore qualità e più costosi) e biscotti con olio di palma.
    Non voglio fare terrorismo alimentare e non mi interessa il discorso di quanto l’olio di palma faccia male o meno, al di là di queste questioni è indubbio che comunque sia un prodotto qualitativamente inferiore rispetto al burro o altri oli, e di come l’industria spesso inserisca materie prime più economiche nei prodotti. I prodotti con ingredienti migliori sono molto costosi e questa è una cosa che notiamo tutti, la qualità costa. Il pane fatto con lievito di pasta madre costa più di quello fatto col miglioratore, le etichette con pochi ingredienti e riconoscibili sono tipiche di prodotti più costosi rispetto a quelle piene di molecole strane.
    Molti di questi prodotti “costosi” altro non sono che prodotti che venivano fatti con ingredienti e ricette di una volta, quando l’economia non era certamente produttiva come oggi. Insomma a mio parere gran parte della produzione alimentare risente di un calo generale della qualità delle materie prime che di fatto incide su una riduzione dell’inflazione percepita.

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